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Soldati che formavano la prima linea dello schieramento romano, gli Hastati, dotati inizialmente di “Hasta”, erano seguiti in battaglia dalle file più esperte e meglio equipaggiate di Principes e Triarii, ed erano preceduti dagli schermagliatori, detti “Velites”.

Gli Hastati, esattamente come come i Principes e i Triarii, avevano l’obbligo di portare una armatura completa, detta panoplia, essa era composta da:

-Uno scudo ovale largo circa due piedi romani e lungo quattro (un piede romano corrisponde a circa 27,5 cm). Lo scudo ovale venne adottato verso la fine del V sec. a.C. quando ai primi soldati venne corrisposto uno stipendio abbandonando l’arcaico scudo rotondo detto “clipeus”.

-Una spada appesa al fianco destro che dopo la seconda guerra punica corrispondeva al famigerato e temibilissimo “gladius hispaniensis”, fornito di una punta di eccezionale efficacia, capace, inoltre, di colpire con violenza di taglio su entrambi i lati poichè costruito con una lama estremamente robusta.

-Due “pilum” il famoso giavellotto da lanciare per scompaginare le prime file nemiche, uno molto robusto, con forma rotonda o quadrata e l’altro più sottile, simile ad una lancia da caccia di media lunghezza.

-Un elmo in bronzo dotato di 3 piume di colore rosso o nero, collocate in modo da fare sembrare al nemico i fanti romani più alti e più temibili.

-Le gambiere a protezione degli arti inferiori dal ginocchio alla caviglia.

-Una piastra in bronzo collocata al centro del petto, chiamata “pectorale”, anche se i più abbienti potevano permettersi una corazza fatta a maglie detta “lorica hamata”.

Ennio nei suoi “Annales” scrive: ” gli Hastati lanciano le aste: si scatena una pioggia di ferro”. In prossimità del nemico ad una distanza di circa 15 passi gli Hastati scagliavano i loro giavellotti per creare disordine nelle prime file nemiche con cui giungevano poi rapidamente ad un violento corpo a corpo serrando saldamente le fila. Vediamo ora come Tito Livio ci descrive il primo impatto:

“Quando l’esercito aveva assunto questo schieramento, gli hastati iniziavano primi fra tutti il combattimento. Se gli hastati non erano in grado di battere il nemico, retrocedevano a passo lento e i principes li accoglievano negli intervalli tra loro. […] i triarii si mettevano sotto i vessilli, con la gamba sinistra distesa e gli scudi appoggiati sulla spalla e le aste conficcate in terra, con la punta rivolta verso l’alto, quasi fossero una palizzata… Qualora anche i principes avessero combattuto con scarso successo, si ritiravano dalla prima linea fino ai triarii.”.

I Triarii a quel punto accoglievano i militari che ripiegavano e si gettavano a loro volta sul nemico. Vi è da notare la differenza fra Hastati e Principes e Triarii, le prime due linee erano infatti costituite per l’attacco, mentre gli ultimi, pur essendo composti da legionari veterani di grande esperienza erano adibiti alla difesa, in sostanza erano l’ultima speranza per mantenere la posizione, ed evitare la rottura dell’intero schieramento.

Delle tre linee di fanteria quella degli Hastati era composta dai ragazzi più giovani e quindi meno dotati dal punto di vista economico, cosa che determinava la loro entrata in battaglia prima degli altri reparti.

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